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Vendita online: quando può diventare un'Impresa

Vendere su piattaforme online abiti usati o oggetti di seconda mano è ormai consuetudine, ma forse non si sa fino a che punto questo non venga considerata una vera e propria attività commerciale.


donna con abito in mano davanti a una fotocamera di uno smartphone

Con una sentenza della Corte di Cassazione (n. 7552 del 21/03/2025) si è chiarito che la frequenza e la sistematicità delle operazioni di vendita online determinano a tutti gli effetti un'attività di impresa.

Una partita importante la gioca anche il volume di affari generato dalle vendite che, secondo la Direttiva europea DAC7 (UE 2021/514), diventa rilevante quando supera i 2.000 euro di ricavi complessivi annui.


Dunque come è possibile individuare la differenza tra un'attività occasionale e una di impresa?

Ci sono degli indicatori oggettivi che aiutano a capire qual è il confine tra l'attività occasionale e l'attività di impresa:

  • la frequenza, sporadica o sistematica

  • l'organizzazione, senza struttura/mezzi oppure con mezzi/promozioni

  • la finalità, cessione di beni personali usati o la compravendita a scopo di lucro

  • il volume dei ricavi generato, < 2.000 euro/30 operazioni oppure > 2.000 euro

  • i canali di vendita, non professionali/non tracciabili o piattaforme/conti business con metodi tracciati.

Passare da un confine all'altro può essere indice della necessità di apertura di una partita Iva, con inquadramento come microimpresa onde evitare, in caso contrario, accertamenti fiscali e sanzioni per omessa dichiarazione e mancato versamento dell'imposta.


Rivolgiti al CAF ANMIL per dubbi o chiarimenti sui ricavi ottenuti dalle vendite online: potrebbe essere necessario inserirli nella propria dichiarazione dei redditi oppure dichiararli tramite altra modalità.



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