imu-tasi-tariIMU e TASI 2015 – Facciamo il punto della situazione.

Dallo scorso anno è in vigore la IUC – Imposta Unica Comunale sugli immobili – a sua volta composta di tre diversi tributi: IMU, TASI e  TARI. Le prime due “componenti” della IUC, IMU e TASI, colpiscono gli immobili e si calcolano sulla base del valore catastale degli stessi. La TARI, invece, è la tassa sui rifiuti introdotta in sostituzione della TARES. Esaminiamo più nel dettaglio i diversi tributi.

IMU

L’IMU (Imposta Municipale Unica) è stata introdotta dal decreto Salva Italia a partire dall’anno 2012 in sostituzione dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), e “colpisce” il possesso di immobili in quanto beni patrimoniali. Sono obbligati al pagamento dell’IMU il proprietario oppure il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie secondo le quote di possesso.

Nel dettaglio, sono obbligati al versamento dell’IMU i soggetti titolari dei seguenti diritti:

  • proprietà;
  • usufrutto;
  • uso;
  • abitazione, anche formatosi a seguito di assegnazione dell’alloggio da parte di sentenza del giudice nell’ambito di procedura di separazione coniugale;
  • enfiteusi;
  • superficie;
  • il concessionario di aree demaniali;
  • il locatario di immobili in leasing (anche da costruire o in corso di costruzione) sin dalla data di stipula del contratto di locazione finanziaria e per tutta la durata dello stesso;
  • l’ex coniuge affidatario della casa coniugale in quanto, ai soli fini dell’IMU, si ritiene titolare di un diritto d’abitazione.

L’importo dell’imposta viene determinato dal rapporto tra il valore catastale dell’immobile (o il valore di mercato in caso di area fabbricabile) rivalutato secondo coefficienti diversi sulla base della tipologia, e l’aliquota deliberata anno per anno dal Comune di ubicazione dell’immobile in base all’utilizzo che ne fa il proprietario. L’immobile soggetto a IMU generalmente non è soggetto a IRPEF e relativi addizionali. Dall’anno di imposta 2013 l’abitazione principale e le relative pertinenze (nel numero massimo di una pertinenza per categoria catastale C/2, C/6 e C/7) non di lusso non sono più soggette a IMU

TASI

La legge di Stabilità 2014 ha istituito con decorrenza dal 01/01/2014 la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) delegando ai Comuni la sua regolamentazione in merito sia alle fattispecie di immobili sottoposte a tassazione sia all’eventuale introduzione di agevolazioni e/o detrazioni riferibili all’abitazione principale e pertinenze ad esse assimiliate.

Come per l’IMU, l’importo dell’imposta viene determinato dal rapporto tra la base imponibile, ossia il valore catastale dell’immobile (o il valore di mercato in caso di area fabbricabile) rivalutato secondo coefficienti  diversi  sulla  base  della  tipologia  di  immobile,  e  l’aliquota stabilita  anno  per  anno  con apposita delibera dal Comune di ubicazione dell’immobile in base all’utilizzo che ne fa il proprietario.

A differenza dell’IMU, sono obbligati al pagamento della TASI non solo il proprietario dell’immobile oppure il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie secondo le quote di possesso,  ma  anche  il detentore, quale  l’inquilino  o il  comodatario,  nella misura massima del  30% dell’imposta totale:

  • l’occupante verserà fra il 10% ed il 30% dell’ammontare complessivo della TASI nella misura stabilita dal Comune;
  • il possessore (titolare del diritto reale) verserà la differenza.

L’imposta va calcolata con riferimento alle condizioni del proprietario e poi ripartite fra i due, solo in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, la TASI è dovuta soltanto dal possessore dei locali.

TARI

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è stata istituita con la legge di Stabilità 2014 in sostituzione della TARES, e si applica alla persone fisiche o giuridiche che possiedono, occupano o detengono a qualsiasi titolo locali o aree scoperte a qualunque uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. Il Comune di ubicazione dell’immobile determina le tariffe in base alla superficie dichiarata o accertata e alla quantità e/o qualità di rifiuti prodotti, in relazione all’uso dell’immobile e alla tipologia dell’attività che vi si svolge. L’importo dell’imposta viene quindi calcolato direttamente dal Comune di ubicazione, che provvede ad inviare al contribuente il modello F24 o il bollettino per il pagamento precompilato. Anche le scadenze di versamento sono determinate dai singoli Comuni.

Le scadenze

In merito alla TARI, gli importi da versare sono calcolati dai Comuni stessi, che decidono anche le scadenze per il versamento, sulla base di diversi parametri (grandezza dell’immobile, composizione del nucleo familiare, attività svolta nei locali, etc.). Le scadenze per il versamento della TASI e dell’ IMU, invece, sono indicativamente valide per tutti, e sono:

  • martedì 16 giugno 2015 acconto;
  • mercoledì 16 dicembre 2015 saldo.

Indicativamente poiché, in qualche caso, alcuni Comuni hanno deliberato per la TASI scadenze diverse, per cui è consigliato verificare sempre le delibere in materia.

Il problema aliquote

Altra difficoltà potrà essere data dal calcolo dell’imposta, IMU e TASI, in quanto le aliquote da applicare potrebbero variare da acconto a saldo. Il Ministero dell’Interno, infatti, ha emanato lo scorso 13 maggio un decreto ministeriale, di concerto con il Ministero dell’Economia, che ha prorogato il termine di approvazione da parte dei Comuni dei bilanci di previsione per l’esercizio finanziario 2015 dal 31 maggio al 30 luglio 2015. I Comuni, conseguentemente, potranno decidere di posticipare a luglio la delibera relativa ad eventuali variazioni delle aliquote o delle detrazioni riconosciute. Vi è, pertanto, la fondata possibilità che il versamento dell’acconto di giugno debba essere fatto in base alle aliquote in vigore per l’anno 2014, e l’eventuale conguaglio a dicembre in caso di variazioni, utilizzando le nuove aliquote. Va precisato, comunque, che esiste un vincolo alla modifica delle aliquote stabilite. La somma delle aliquote TASI e dell’IMU previste per ciascuna tipologia di immobile non può essere, infatti, superiore all’aliquota massima consentita dalla Legge per l’IMU, fissata attualmente al 10,6 per mille.

La dichiarazione annuale IMU e TASI

La Dichiarazione IMU va presentata al Comune in cui sono ubicati gli immobili entro il 30 Giugno dell’anno successivo alla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. Non essendo intervenute proroghe, la scadenza per la dichiarazione relativa al 2014 è fissata al 30 giugno 2015. In tema di dichiarazione annuale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la risoluzione 3/DF del 25 marzo 2015, è finalmente intervenuto con un chiarimento importante. Il modello con il quale deve essere trasmessa la dichiarazione, che i Comuni devono mettere a disposizione di tutti i contribuenti, può essere unicamente la bozza predisposta ed approvata dal Dipartimento delle Finanze, eliminando un ulteriore profilo di incertezza e confusione nella gestione del tributo a livello locale. Un ulteriore chiarimento è arrivato in tema di Enti non commerciali (Associazioni, Fondazioni, Onlus, etc.), in quanto sono state emanate e pubblicate le specifiche tecniche che consentiranno la predisposizione e l’invio della dichiarazione IMU/TASI in forma telematica in scadenza il 30 giugno 2015.

Vi ricordiamo che presso gli sportelli del CAF ANMIL è possibile essere coadiuvati nell’espletamento di tutti gli adempimenti fiscali connessi con le scadenze di cui sopra e verificare in tempo reale le eventuali modifiche alle aliquote o alle scadenze deliberate dai Comuni italiani.

 

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