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Esenzione IMU: cosa accade se i coniugi hanno diversa residenza

La Corte di Cassazione stabilisce che se due coniugi fissano la residenza in comuni differenti, perdono l’esenzione dall’imposta.

L’esenzione dal pagamento dell’IMU – Imposta Municipale Unica è prevista per il nucleo familiare corrispondente a moglie, marito e figli che abbiano residenza anagrafica e siano conviventi stabilmente nella stessa unità immobiliare (abitazione principale).

Se manca questo requisito per entrambi i coniugi (qualora risiedano in comuni diversi), viene meno il presupposto per considerare i due immobili presso cui dimorano i coniugi come abitazioni principali e quindi, il beneficio dell’esenzione.


Una eccezione è quella rappresentata dal caso in cui la residenza dei coniugi sia fissata in due immobili diversi situati nello stesso Comune: in base al D.L. n.201/2011 le agevolazioni per l’abitazione principale e le relative pertinenze, si applicano per un solo immobile.


Nel caso di coppia separata legalmente, l’IMU sulla casa coniugale spetta per intero al coniuge assegnatario che è titolare del diritto di abitazione, anche se non ne è proprietario, ma solo se in tale abitazione non continua ad avere la sua residenza abituale.


Per quanto riguarda il coniuge non assegnatario dell’immobile, questi non deve considerare l’ex casa immobiliare come seconda casa e non è soggetto a tassazione (anche se continua ad essere proprietario dell’immobile).


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