Si avvicina la scadenza IMU e TASI del 16 giugno 2017 e si ricorda la norma introdotta nel 2016 inserita nel comma 3, dell’art. 13 del d.l. 201/2011, la lettera a) che prevede un nuovo caso di riduzione della base imponibile dell’IMU, e quindi una riduzione dell’importo dovuto, in analogia a quanto già attualmente previsto per gli immobili vincolati e per quelli dichiarati inagibili.

La lettera a) stabilisce che la base imponibile dell’IMU è ridotta del 50 per cento per le unità immobiliari, concesse in comodato dal proprietario (comodante) ai parenti in linea retta entro il primo grado, vale a dire genitori e figli (comodatari) solo se si verificano sei condizioni:

  • Tra il comodante e il comodatario deve intercorrere un rapporto di parentela diretta di primo grado, come quello tra genitori e figli.
  • L’immobile concesso in uso gratuito deve costituire l’abitazione principale del comodatario.
  • Il proprietario che deve avere la dimora abituale e la residenza anagrafica nello stesso comune in cui si trova il fabbricato dato in comodato.
  • Il contribuente può possedere al massimo due appartamenti, purché nello stesso comune: uno è quello concesso in comodato, l’altro non può che essere la sua abitazione principale. Al riguardo va precisato che per “possesso” si intende non solo la proprietà degli immobili ma anche l’usufrutto, l’uso e il diritto di abitazione: quindi, se un soggetto risulta usufruttuario dell’appartamento in cui vive ed è proprietario di altre due case concesse in uso gratuito ai propri figli, la riduzione del 50% di Imu e Tasi (quest’ultima nei comuni in cui è dovuta) non troverà applicazione in quanto il contribuente risulta in possesso di tre immobili ad uso abitativo.
  • La categoria catastale del fabbricato dato in uso gratuito, che non può risultare A/1, A/8 o A/9 (“immobili di lusso”).
  • Il contratto di comodato deve essere registrato. In merito le Finanze hanno precisato (oltre che con la risoluzione n. 1/Df/2016 anche con la nota 8876 dell’8 aprile 2016) che il contratto può essere verbale o scritto ma, in ogni caso, la decorrenza della riduzione al 50% decorre dalla data della stipula e non da quella della sua registrazione. Ne consegue che se il contratto (verbale o scritto) è stato stipulato l’1 settembre 2007, ma viene registrato solo il 7 giugno 2016, l’agevolazione spetterà comunque dall’1 gennaio 2016, salva l’applicazione di sanzioni (peraltro ravvedibili) nel caso di tardività della registrazione del contratto scritto. Diversamente, nell’ipotesi in cui il contratto venga stipulato il 20 giugno 2016, a prescindere dalla data della sua registrazione, per l’anno d’imposta 2016 la riduzione spetterà solo per 6 mesi (da luglio a dicembre).
IMU TASI: cosa accade quando c’è il comodato

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